Di Brunello Pezza 

Sono partito dalla definizione della parola per essere sicuro di non fare digressioni o errori di interpretazione.
Il gioco è molto antico: dare enfasi in modo esagerato per attirare attenzione. Lo possono fare singoli individui ma oggi è molto più praticato da organi di stampa. Il motivo è attirare la attenzione e vendere più copie (se parliamo di carta stampata) o ottenere elevati livelli di ascolto e quindi vendere più spazi pubblicitari e a prezzi più elevati se parliamo di tv.

Ma c’è un aspetto diverso che è di tipo psicologico: oggi siamo talmente bombardati di notizie vere o false di ogni tipo che una notizia, qualunque essa sia, deve essere resa interessante, stuzzicante, coinvolgente se vuole attirare l’attenzione. Faccio un esempio: da oltre un mese almeno due tre volte al giorno c’è qualcuno che ci ragguaglia sulle ultime novità della patetica, volgare, squallida storia di Fedez e del suo coinvolgimento in una rissa….
Mi sembra veramente assurdo ma se succede è perché a qualcuno conviene, e forse a più d’uno.

Devo però dire che lo stimolo a questa riflessione mi è nato in un altro momento e per un diverso motivo: il continuo, martellante e spesso inconcludente susseguirsi di comunicati e aggiornamenti sulla salute del Papa.
Dico subito che apprezzo molto le prese di posizione sociali del Santo Padre, non condividendo ideali cattolici sono meno interessato e coinvolto dalle sue prese di posizione in materia di fede cattolica ma ovviamente le rispetto, lui è il capo della fede cattolica e ne difende legittimamente i principi. Il personaggio è di grande rilievo ed
e’ logico e necessario che ci siano aggiornamenti anche sulle sue vicende sanitarie.

Il bisogno di sensazionalismo però trasforma questa giusta necessità in una bailamme mediatica in cui tutti i protagonisti esprimono il peggio di sé stessi: bollettini medici che nel tentativo di conservare in equilibrio dicono tutto e il contrario di tutto: “è a rischio ma non è in pericolo di vita”…. Viene da chiedersi: ma allora a rischio di cosa? La
polmonite bilaterale è diventata un mostro a due teste da esplorare e approfondire come cosa nuova invece di essere la più ovvia complicanza (ahimè grave) della sindrome influenzale dei soggetti anziani ed immuno depressi, si intervistano fior di scienziati per farsi dire cose che sono codificate su un qualunque banale testo.

La sovrainfezione batterica di una influenza seguita dalla necessità di praticare terapia antibiotica unica o multipla ricade anch’essa nella evoluzione negativa ma molto frequente di tali pazienti.

Non credo sia utile al Santo Padre e meno che mai ai validissimi professionisti che lo curano questa grande tensione mediatica in cui ogni notizia deve diventare una “notiziona”
Quello che sta accadendo al Papa è esattamente quello che succede in ogni inverno alla popolazione anziana che prende la influenza e che da questo inizio per motivi diversi può evolvere (grazie alla sovrainfezione batterica) in bronchite o ancora in polmonite, la stessa iniziale insufficienza renale e’ compatibile con il quadro generale.
Voglio dire insomma che la giusta attenzione al problema non comporta la necessità di descrivere come unico e particolare ogni evento che invece non e’ altro che il contesto tipico di una malattia in un paziente anziano e debilitato.

Non è ciò che e’ utile al Papa e nemmeno a chi lo cura.

Non è così che si esprime l’attenzione ad una persona cara in fase di declino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.