“Sono stato addestrato a essere un attore, non una star”
Gene Hackman
Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Gene Hackman, deceduto il 26 febbraio 2025 all’età di 95 anni nella sua residenza di Santa Fe, in New Mexico. L’attore premio Oscar è stato trovato senza vita insieme alla moglie, Betsy Arakawa, e al loro cane. Le autorità locali hanno escluso segni di effrazione o gioco scorretto; le cause del decesso sono attualmente oggetto di indagine.
Gene Hackman e la moglie trovati morti nella loro casa in New Mexico
Nato il 30 gennaio 1930 a San Bernardino, in California, Eugene Alden Hackman ha avuto un’infanzia segnata da difficoltà familiari, che lo hanno portato a sviluppare una profonda comprensione della natura umana, elemento che avrebbe poi caratterizzato la sua arte recitativa. Dopo aver prestato servizio nei Marines, Hackman ha intrapreso la carriera di attore, trasferendosi a New York e studiando presso la Pasadena Playhouse. Nonostante gli inizi difficili, la sua determinazione lo ha portato a emergere nel panorama cinematografico internazionale.
La svolta nella carriera di Hackman è arrivata con il ruolo di Buck Barrow in “Gangster Story” (1967), che gli è valso la sua prima candidatura all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. Successivamente, ha consolidato la sua fama con interpretazioni in film come “Il braccio violento della legge” (1971), dove ha interpretato il detective Jimmy “Popeye” Doyle, ruolo che gli ha fruttato l’Oscar come Miglior Attore Protagonista. Nel 1992, ha vinto il suo secondo Oscar, questa volta come Miglior Attore Non Protagonista, per il ruolo dello sceriffo “Little” Bill Daggett in “Gli spietati”, diretto da Clint Eastwood.
Tra le sue interpretazioni più iconiche, si ricorda quella del carismatico e astuto criminale Lex Luthor nei film di “Superman” degli anni ’70 e ’80, dove ha saputo dare profondità e ironia al personaggio, rendendolo memorabile per diverse generazioni di spettatori. La sua versatilità gli ha permesso di spaziare tra generi diversi, dalla commedia al dramma, passando per il thriller e il western.
Oltre alla carriera cinematografica, Hackman ha coltivato una passione per la scrittura, pubblicando diversi romanzi di successo. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 2004, ha dedicato gran parte del suo tempo alla letteratura e alla pittura, vivendo una vita lontana dai riflettori insieme alla moglie Betsy Arakawa, con la quale era sposato dal 1991.
La scomparsa di Gene Hackman rappresenta una perdita incolmabile per il mondo del cinema. La sua capacità di incarnare personaggi complessi e sfaccettati, unita a una presenza scenica imponente, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della settima arte. Il suo lavoro continuerà a ispirare attori, registi e appassionati di cinema per le generazioni a venire.
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