Milano, 28 feb. (Adnkronos) – Si torna in aula il 2 luglio per ascoltare i periti incaricati dai giudici d’appello di Milano chiamati a spiegare le conclusioni della nuova perizia psichiatrica (deposito previsto il 25 giugno) su Alessia Pifferi, condannata in primo grado all’ergastolo per aver lasciato morire la figlia Diana, abbandonata per sei giorni nel luglio 2022.
La Corte d’appello ha chiesto al collegio di esperti in psichiatria e neurologia infantile di valutare se l’imputata “sia affetta da patologie psichiche o disturbi della personalità sintomatiche di una disfunzione nei processi cognitivi” e in caso di deficit cognitivi “se possano dirsi di gravità tali da aver interferito sulla capacità di intendere o volere” scemandola o annullandola nel momento in cui la piccola Diana moriva di stenti.
Nell’udienza di oggi, venerdì 28 febbraio, i giudici hanno anche respinto (ordinando la restituzione degli atti) la richiesta della parte civile di acquisire documenti del fascicolo bis (sulle psicologhe del carcere di San Vittore indagate per falso) definendo la richiesta “irrituale, non decisiva e irrilevante”, ritenendo che quegli atti – aggiunti nel fascicolo dell’appello dal pm Francesco De Tommasi – siano ininfluenti e che gli esiti del test Wais (artefatto secondo la procura) “non hanno mai condizionato la perizia di primo grado e non potranno farlo nel caso della perizia collegiale”.
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