Di Daniele Piro 

Ieri sera sono rimasto davanti lo schermo letteralmente rapito da Benigni. Non voglio assolutamente dare addosso a quanti hanno commentato in negativo sia lo spettacolo andato in onda, sia le critiche rivolte alla persona ma francamente se proprio non vi è piaciuto, almeno commentate con argomentazioni valide il vostro dissenso.
Qualcuno ha scritto che “…ma non mi fa ridere per niente” o “ma non è uno spettacolo comico”. Scusate ma perché eravate convinti che lo fosse? Ma siete così convinti che sia soltanto un comico e non sapete guardare oltre? Uno che ha vinto un Oscar per aver trattato con delicatezza gli orrori dei campi di concentramento, uno che è capace di enunciare a memoria la Divina Commedia del sommo Dante, perché dovrebbe essere ancorato, secondo il vostro retaggio mentale, al personaggio comico di Johnny Stecchino o dell’amico medievale di Troisi in Ricomincio da tre? Ho letto anche che è “logorroico”. Ma il suo spettacolo “Il Sogno” è un monologo! C’e solo lui sul palco per due ore e mezza. Come si fa a definirlo logorroico? Solo perché è capace di essere un fiume in piena per 2 ore e mezza non fermandosi nemmeno per bere un bicchiere d’acqua? Ma la cosa più assurda che ho letto è stata quella di affibbiargli il termine “saccente” o “troppo supponente”. Mi spiace ma per me la sua non è né saccenza, né supponenza. È semplicemente cultura, che è un concetto ben diverso. È riuscito a parlare di temi storici e politici con una semplicità di linguaggio in maniera tale che tutti potessero comprendere. Ha parlato del Manifesto di Ventotene diffuso uscendo letteralmente dal culo di un pollo (non sto scherzando), ha ricordato la CECA , il patto commerciale per la produzione di carbone ed acciaio, fra Francia e Germania che ha posto le basi per eliminare le guerre future spiegando benissimo il perché. Sfido un giovane di oggi a dirmi cosa fosse la CECA, forse mi risponderebbe che è una ragazza dell’Est Europa. E poi ancora l’Erasmus con le sue mille potenzialita’ lodando i giovani europei che si muovono liberamente per il Continente, Mastricht, l’Euro, fino al sogno di un mondo in pace, libero da guerre ed oppressioni con il rammarico che si sarebbe potuto arrivare già da tempo a questo traguardo, se i milioni spesi in armamenti fossero stati investiti in ricerca, cultura, sanità, welfare e cose similari. Chi vuole può continuare tranquillamente a criticarlo e criticare anche questo post, ma che lo faccia con argomentazioni valide e non con le solite frasi fatte o solo perché mossi da sentimenti politici differenti.
Come ha detto ieri sera in un suo passaggio “la cultura allarga la vita. Ed a volte la vita è meglio allargarla che allungarla”.

 

 

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