L’ editoriale del direttore dell’ Eco di Milano e Provincia Roberto Fronzuti

Il titolo è volutamente provocatorio, ma rende bene l’idea. Nella riflessione che vogliamo offrire ai nostri lettori, vogliamo parlare dei “modi barbari”, che purtroppo in tanti hanno, di trattare il prossimo. Lo vediamo nella vita di tutti i giorni nel traffico: se non siete pronti di riflessi a scattare appena appare il verde, vi arrivano gli insulti. Può essere solo un colpo di clacson, ma sono di ordinaria amministrazione gli insulti, le male parole. Oppure vi affiancano in auto, per continuare a dirvi cattiverie, creando situazioni di pericolo. E poi quando il cattivo esempio viene dall’alto, non c’è da meravigliarsi. Nei giorni scorsi, la vice presidente della Camera dei Deputati (in un fuorionda) ha indirizzato il seguente commento a un parlamentare: “non mi rompa i coglioni”.
Purtroppo, la decadenza del costume e delle buone maniere è in forte ascesa. Dopo la tragedia del covid sembrava dovessimo diventare tutti più sereni, ma non è stato così; andiamo di male i peggio. E se si è anziani, si è maggiormente vittime dei maleducati. Ne trovate riscontro anche negli uffici pubblici, nell’arroganza dei più , negli impiegati addetti agli sportelli. Di fronte alla “violenza digitale” e all’imposizione dell’uso di mezzi elettronici, anche le persone molto avanti con gli anni non possono fare altro che soccombere.
Di solito le persone anziane dicono che si stava meglio prima. L’Italia negli anni ‘70 era un Paese di contadini e artigiani; il rispetto fra le persone era reale e legato alla civiltà. Nonostante problemi, guerre e conflitti siano sempre stati all’ordine del giorno dell’umanità, quegli anni, dopo decenni di continua evoluzione, coincidono con la pace. Negli ultimi 80 anni non c’erano state guerre in Europa.
Uno studio sull’accrescimento dell’intelligenza degli italiani, iniziato nel 1950, ne documenta l’aumento fino al 1994; poi il declino. Il ritorno graduale all’analfabetismo. La causa di questa involuzione è attribuita, dagli scienziati, all’uso degli smart, al posto di libri e giornali.
Prima i greci e poi i romani, dopo 700 anni, subirono il ritorno dei barbari. Greci e romani davano questo appellativo a tutti coloro che non parlavano il greco e il latino (ne parla Giambattista Vico nella sua opera “La Scienza nuova”).
La situazione attuale fotografa un dato a dir poco preoccupante; il 70% non è capace di leggere un testo e riassumerlo. Questi sono gli analfabeti di oggi, che migrano verso ideologie nazi-fasciste, proprio perché non conoscono la storia. Non conoscono le tragedie che hanno portato allo sterminio di sette milioni di ebrei e che hanno scatenato guerre che sono state causa della morte di decine di milioni di persone, fra soldati e civili. Sono le stesse ideologie che sono tornate di moda in Europa e nel mondo, favorite dall’ignoranza e dalla progressiva crescita dell’analfabetismo.

 

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