Con la recentissima sentenza n. 16715/2024 la Suprema Corte, richiamando un principio già dalla stessa adottato nel 2022, ha affermato che “ … il docente a tempo determinato che non ha chiesto di fruire delle ferie durante il periodo di sospensione delle lezioni, ha diritto alla indennità sostitutiva…”; tale principio richiama quanto già precisato anche dalla Corte di Giustizia che ha stabilito che il lavoratore non deve perdere il diritto alle ferie retribuite e alla indennità sostitutiva senza che sia stato adeguatamente informato e posto, da parte del datore di lavoro, nella condizione di esercitare effettivamente il proprio diritto alle ferie prima della cessazione del rapporto di lavoro.
Anche la giurisprudenza di merito, dei vari Tribunali nazionali, accogliendo tale “dictum” degli ermellini, è favorevole a riconoscere ai docenti precari una indennità sostitutiva per ferie e festività soppresse non godute.
“Ancora una volta, ha commentato l’avv. Vincenzo Piscitelli, del foro beneventano, non posso che manifestare il mio compiacimento per questi altri nuovi risultati nella battaglia per la difesa dei diritti dei precari. E’ giusto che, anche il personale docente a tempo determinato che durante il rapporto di impiego non abbia chiesto di fruire delle ferie, possa ottenere il pagamento sostitutivo delle stesse al momento della cessazione del rapporto. Il mio lavoro e quello dello studio legale di cui sono titolare, pertanto, continuerà ad agire nell’interesse dei purtroppo ancora numerosi precari che desiderano veder tutelati i propri legittimi diritti senza continuare ad essere illegittimamente discriminati”
Il M.I.M. dunque continua ad essere condannato per questo illegittimo e ingiusto comportamento lo studio legale dell’avv. Vincenzo Piscitelli si sta impegnando, ancora una volta, anche per la presentazione di altri ricorsi al fine di ottenere le necessarie pronunce da parte dell’organo competente, volte ad ottenere l’adempimento da parte Ministero: solo in tal modo, infatti, è possibile avere l’aspettativa concreta di tutelare i diritti del personale a tempo determinato e fare in modo che venga rispettato il principio di eguaglianza.
