Benevento e le sue janare: un legame antico, affascinante, misterioso. Una storia fatta di tradizioni profonde e suggestioni popolari, non certo di demoni con la coda e sfere di cristallo da luna park. Eppure, c’è chi riesce a scandalizzarsi pure di fronte a una festa nata per valorizzare la cultura locale: gli esorcisti.
Sì, avete capito bene: l’Associazione Internazionale Esorcisti ha deciso di scendere in campo con dichiarazioni apocalittiche contro la festa delle janare, parlando di “malessere interiore” e “assenza di coscienza civica”. Come se il Benevento stregonesco si fosse improvvisamente trasformato in Salem. Un po’ di calma, ragazzi: qui non si sta evocando il demonio, ma piuttosto cercando di riscoprire un’antica tradizione popolare.
L’obiettività e la serietà del nostro giornale ci impongono di stare dalla parte di Mastella, questa volta. Gli esorcisti, con il loro allarmismo spropositato, hanno decisamente scambiato fischi per fiaschi. È fin troppo facile gridare allo scandalo senza nemmeno capire il contesto storico e culturale di una manifestazione nata per valorizzare le radici di una città. Non c’è un’orda di streghe pronte a sacrificare gatti neri sotto la luna piena, ma solo cittadini desiderosi di riappropriarsi di una leggenda che appartiene al territorio.
In realtà, il vero rischio non sta nella festa, ma nel modo in cui la si celebra. Se c’è un problema, è quello di evitare il kitsch e l’approccio da fiera paesana, con la strega stereotipata che legge la mano e tira fuori improbabili profezie. La janara non è questo: è un simbolo controverso, certo, ma profondamente radicato nella cultura popolare, che merita rispetto e autenticità.
La festa delle janare va migliorata, su questo non c’è dubbio. Non serve ridicolizzare una tradizione con scenografie pacchiane e pseudo-streghe da cartolina. Serve piuttosto un percorso culturale serio, che racconti la storia delle janare per quello che sono state davvero: figure controverse, spesso ingiustamente demonizzate, rappresentanti di un’antica sapienza popolare.
Ma se vogliamo parlare seriamente di Benevento, è assurdo accusare l’intera comunità di aver dato spazio al “male”. Gli esorcisti, per una volta, farebbero meglio a tacere e riservare i loro anatemi per questioni più serie e ponderate. Non si può banalizzare una tradizione secolare con la superficialità di chi non sa distinguere una leggenda locale da un sabba satanico.
Dalla Parte della Cultura, Non della Paura
La verità è che Benevento merita una festa delle janare autentica e rispettosa delle proprie radici, non una farsa da luna park. E se c’è qualcuno che dovrebbe riflettere prima di parlare, sono proprio gli esorcisti: invece di lanciarsi in crociate mediatiche, provino a comprendere la storia e il contesto.
Qui non si gioca con il male, ma si celebra una cultura che ha saputo trasformare il mito in identità collettiva. E questo, sinceramente, non dovrebbe spaventare proprio nessuno.
Daniela Piesco