Milano, 2 apr. (Adnkronos) – Le inchieste milanesi sui colossi della logistica e nel campo della vigilanza privata hanno permesso di ottenere la stabilizzazione di circa 49mila lavoratori, che in precedenza lavoravano per altri con appalti irregolari. E’ uno dei passaggi dei decreti di sequestro preventivo d’urgenza (per oltre 33 milioni di euro) emessi dalla Procura di Milano nei confronti della Iperal Supermercati specializzata nella grande distribuzione organizzata e della Kuehne + Nagel srl operante nel settore della logistica.
Le due società, “al fine di abbattere il proprio carico impositivo e previdenziale e avvantaggiarsi del risparmio d’imposta risultante dall’illecita detrazione dell’Iva”, avrebbero utilizzato “fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse, dalle proprie appaltatrici di servizi, a fronte di contratti di appalto, imponibili Iva, simulati per schermare una reale somministrazione di manodopera” è l’ipotesi investigativa a cui ha lavorato il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Milano con la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate.
Il quadro che emerge, dalle indagini coordinate dai pm Paolo Storari e Valentina Mondovì, è quello di modello dove “gli operai appaiono mere appendici delle macchine, le quali macchine hanno il controllo più totale della organizzazione e dei ritmi lavorativi. Gli stessi non sono altro che ‘mano d’opera’, cioè l’energia necessaria per far funzionare la macchina organizzativa. Le mansioni che gli operai sono in tal modo chiamati ad espletare risultano semplificate all’estremo in modo che gli operai necessari siano a buon mercato, facili da addestrare, facili da supervisionare e semplici da sostituire”.
