Milano, 2 apr. (Adnkronos) – La Procura di Milano ha ottenuto la riapertura delle indagini sull’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, ucciso dalla ‘ndrangheta il 26 giugno 1983. Fascicolo che riparte da Francesco D’Onofrio, già archiviato nel dicembre 2023 dal gip di Milano Mattia Fiorentini.
Il nuovo impulso alle indagini arriva da un’inchiesta della Dda di Torino. Vicino all’abitazione di D’Onofrio, attualmente in carcere e già condannato per mafia, è stata trovata una pistola P38 special Smith&Wesson, compatibile con l’arma del delitto. L’arma è funzionante e sarà sottoposta a nuovi esami balistici che insieme alla rilettura di tutto gli atti dell’inchiesta potrebbero segnare una svolta a 41 anni dall’omicidio.
Per l’omicidio Caccia sono già stati condannati all’ergastolo il boss di ‘ndrangheta Domenico Belfiore – per lui il magistrato costituiva un ostacolo agli interessi della criminalità organizzata nel capoluogo piemontese -, e Rocco Schirripa accusato di aver fatto parte del gruppo di fuoco. D’Onofrio è nuovamente sospettato di essere un altro dei responsabili dell’omicidio.

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