Di Alberto Barlocci*

Stando a Donald Trump, che di molte cose é ignorante, nessuno ha mai sentito parlare del Lesotho. Ovviamente, quel “nessuno” significa che lui non ne aveva sentito parlare e siccome lui é allo stesso tempo tutti, questo é sufficiente perché il piccolo Paese sudafricano sia un mistero per l’umanitá. La questione non é se qualcuno poco istruito ignori l’esistenza di un certo Paese. Con tutta probabilitá, nel BanglaDesh non avranno idea di dove si trovi la Groenlandia, cosí come in Vietnam pochi potrebbero indicare sulla cartina dove si trovi il Guatemala. Il problema é quando, seguendo le idee del Grande Fratello (mi riferisco al romanzo di Orwell “1984” e non all’omonimo scempio televisivo) si trasforma l’ignoranza in forza. Senza nemmeno sapere dove sia situato, Trump ha cancellato gli aiuti alla sanitá del Paese con il maggior tasso di sieropositivi dell’Africa. Non contento, ha disposto dazi del 50% alle importazioni provenienti dal Lesotho, tessuti per meno di 250 milioni di dollari. Il che non potrá che ripercuotersi su una economia il cui PIL procapite non arriva a 1.200 dollari annuali. É il risultato della “geniale” opera di tagli dell’equipe di governo che non é riuscita a far vedere la cartina del Sudafrica per scoprire questo enclave situato nel centro est, col quale il suo fedele collaboratore, Elon Musk é in affari, e nemmeno a far notare che stava imponendo dazi monumentali ad uno dei Paesi piú poveri del continente africano. Dagli annunci realizzati dal presidente nordamericano si deduce che i suoi “esperti” hanno riempito un foglio di calcolo senza considerare se stessero applicando dazi a un Paese in via di sviluppo, oberato di debiti ed afflitto da carestie o a una potenza economica che la Casa Bianca vuole assoggettare ai suoi criteri commerciali. Qualcuno sta cominciando a far notare che Trump comincia a prenderci gusto a uno stile imperiale ed a constatare la portata del suo potere, pur se poco o niente cosciente dei suoi effetti. Soprattutto se applicato alla cieca, senza compassione, senza misericordia, senza empatia. Ma gli imperi non riescono a durare e meno ancora potranno farlo in tempi di globalizzazione dove la nuditá del re e la sua spietatezza sono alla vista di tutti, meno dei suoi fanatici sostenitori. Quelli ai quali non fará fatica a convincere anche che “la guerra é pace” e che “la libertá é schiavitú”. Che l’ignoranza sia forza giá lo sanno… é presidente anche grazie a una narrativa abilmente edificata su falsitá e baggianate. Si capisce allora che per Trump sia un nemico lo spirito europeo costruito sul valore della libertá, l’uguaglianza e la fraternitá. I motori che hanno attivato una esperienza senza precedenti. Un sogno che fa paura solo a chi non lo comprende perché carente di fraternitá e, dunque, di vera libertá e di spirito di uguaglianza.

 

*Alberto Barlocci giornalista in Cile, esperto di politica internazionale e docente universitario di Diritto e di Etica

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